
Mi manca la Bellezza.
Ho sentito un vuoto pensando a quanto tempo è passato dall’ultima volta che l’ho incontrata al di fuori della mia casa.
Ho immaginato quanto mi renda viva contemplare un’opera d’arte, o un dipinto con il suo profumo misto di olio e polvere di tempo.
Ho sentito il brivido della bellezza che ti spinge a camminare con gli occhi che guardano ovunque, a cercare dettagli e colori; incontrando forme con tutte le loro luci e le loro ombre.
Mi mancano le stanze dei musei pervase dal rispetto e dal religioso silenzio di chi le percorre.
Mi manca la bellezza dei dipinti di un pittore e della sua sana follia. L’unica capace di far esplodere un’anima che chiede di svelare gli spazi più profondi del proprio essere.

(Artemisia Gentileschi – Una mostra indimenticabile)
E ti parla nella perfezione di un ritratto o nel caos di una moltitudine di pennellate colorate, intrise di emozioni dense di lacrime e gioia, urla di dolore e corpi che parlano d’amore.
Mi manca il viaggio dentro un museo, l’attesa prima che cominci e il fascino del suo mistero che mai si svelerà completamente.
Mi manca la bellezza dei posti senza tempo.
Luoghi dove tutto ritrova un senso e dove tutto lo perde.
Quei posti dove la luce spalanca le finestre e riscalda ogni cosa, anche la più piccola.
Abbiamo bisogno di sentire la nostra natura e, quando l’incertezza ci attraversa, ritrovare la nostra essenza.
E forse la necessità di riconoscere che tutto quello che abbiamo creduto di essere è soltanto un’illusione e ci siamo accontentati di poco, molto poco.
La bellezza non mente.
Non siamo quel poco, non possiamo esserlo.
Mi mancano i viaggi alla ricerca della bellezza, le città, i paesi, i villaggi, anche quelli più piccoli e ormai disabitati che raccontano storie di uomini e donne vissute in altri tempi, diversi ma, come i nostri, soltanto tempi.
Mi manca perdermi nella bellezza e lasciare in sottofondo la cecità dell’ignoranza capace con la sua forza di far sprofondare tutto quanto.